X-Men: Conflitto finale

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X-MEN: CONFLITTO FINALE
di Brett Ratner


20 anni fa – il professor Xavier insieme ad Erik incontrano per la prima volta una bambina speciale (Haley Ramm), è Jean Grey. Propongono ai suoi genitori la possibilità di farle frequentare la Xavier’s School. Jean sa di essere diversa e di avere dei poteri, e li usa.

«Hai più potere di quanto immagini, Jean. Il punto è: controllerai tu il tuo potere? …o sarà lui a controllare te»

10 anni fa – un bambino (Cayden Boyd) ha un grosso problema da risolvere, è Warren Worthington III e ha delle ali che gli spuntano sulla schiena, sa che darà un dispiacere a suo padre.

È il terzo capitolo della saga cinematografica sugli X-Men, popolari personaggi dei fumetti della Marvel Comics; la trama del film è liberamente ispirata alla Saga di Fenice Nera (The Dark Phoenix Saga) di Chris Claremont e John Byrne e alla saga Talenti (Gifted) di Joss Whedon e John Cassaday.

Un futuro non troppo lontano – Nella Stanza del pericolo Tempesta e Wolverine, che sostituice momentaneamente Scott, sono impegnati con i ragazzi più grandi della scuola in una esercitazione di guerra simulata. Tra i due c’è un po’ di dissenso sul concetto di difesa, Wolverine ha un altro punto di vista e cioè che “La miglior difesa è l’attacco“.

Dipartimento degli Affari Mutanti – è in corso una riunione, il Segretario Hank McCoy detto Bestia (Kelsey Grammer) viene informato che la Sicurezza Nazionale è sulle tracce di Magneto e ha catturato Mystica mentre cercava di entrare nel Palazzo dell’FBI. Ma il motivo per cui è stato convocato è un altro, è il documento che Mystica ha rubato all’FBI il cui oggetto è: “Soppressione del gene mutante”. Ciò avrà un forte impatto sulla comunità dei mutanti, per questo al Dipartimento occorre tutta la diplomazia di cui è capace Hank.

Xavier’s School – «Quando un individuo acquista un grande potere, l’uso o l’abuso di quel potere è tutto. Sarà usato per il bene di tutti o per fini personali? Oppure distruttivi? Questa è una domanda che tutti dobbiamo porci»
«Perchè?» «Perchè siamo mutanti. Per la fisica questo rappresenta un problema particolare: quando è accettabile usare il nostro potere, e quando oltrepassiamo quella linea invisibile che ci trasforma in tiranni dei nostri fratelli umani?»
«Ma Einstein ha detto che l’etica è un problema esclusivamente umano, senza che vi sia dietro alcuna autorità super-umana»
«Einstein non era un mutante… per quanto ne sappiamo»

Il professor Xavier interrompe improvvisamente la sua lezione sul comportamento etico, Hank si sta recando da lui per comunicargli la notizia. La società farmaceutica Worthington in collaborazione con il Governo degli USA ha elaborato un anticorpo mutante per sopprimere il gene mutante. Per sempre. Lo chiamano “La cura”.
«Ma è ridicolo, non si può curare un essere mutante!  Da quando siamo diventati una malattia?»

Alcatraz – proprio in quel momento Warren Worthington II (Michael Murphy), fondatore della casa farmaceutica, ne sta dando l’annuncio.

«I cosidetti mutanti sono persone come noi, la loro diversità non è nulla di più di una patologia, una corruzione della normale attività cellulare. Ma oggi sono qui per dirvi che c’è una speranza. E in questo luogo, che una volta era la prigione più famosa del mondo, ci sarà la sorgente della libertà per tutti i mutanti che lo vorranno.
Signore e signori, è con grande orgoglio che vi presento la soluzione alle mutazioni. Finalmente, abbiamo una cura.»

Per Tempesta è inconcepibile che qualcuno possa volere questa cura, un atto di vigliaccheria fatto solo per integrarsi. Ma Hank la porta a riflettere, con un pizzico d’ironia: «È vigliaccheria salvarsi dalla persecuzione? Non tutti possiamo integrarci con facilità. Tu non perdi il pelo sui mobili.»

Infatti per Rouge, come per altri, può essere la soluzione al suo problema. Ormai vive con insofferenza il fatto che non può toccare il suo ragazzo senza ucciderlo, anche se lui non le ha mai fatto pressioni, ma “è un uomo Bobby, e ha in mente una cosa sola” (:lol:) e poi comincia  a preoccuparsi per la sua amicizia con Kitty Pride detta Shadowcat (Ellen Page) una mutante molto carina che può attraversare i muri.

In una chiesa i mutanti si riuniscono per un’azione comunitaria affinchè nessuno acconsenta alla cura e per chiedere di legittimare i loro diritti. C’è chi teme lo sterminio. «La cura è volontaria, nessuno qui sta parlando di sterminio» dice l’oratore. Tra loro c’è Magneto che interviene:

«Nessuno ne parla mai, lo fanno e basta. E vai avanti a vivere la tua vita, ignorando tutti i segnali intorno a te. Poi un giorno, quando l’aria è ferma e scende l’oscurità, ti vengono a prendere. È allora che ti rendi conto che mentre parlavi di organizzazione, di comitati, lo sterminio era già cominciato. Non v’ingannate fratelli miei, gli umani spargeranno sangue per primi, ci costringeranno, a subire la cura.
C’è solo una domanda: vi unirete alla mia Confraternita per combattere? O attenderete l’inevitabile genocidio? Da che parte starete? Con gli umani… o con noi?»

Con Magneto c’è Pyro; alla Confraternita si unisce Callisto (Dania Ramirez) è superveloce ed agile, inoltre può percepire gli altri mutanti e i loro poteri, arriva giusto giusto per poter liberare Mystica.

Alcatraz – La fonte de “La cura” è un ragazzo mutante, Jimmy (Cameron Bright), ai laboratori cercano di ottenere la mappa completa del suo DNA, possono riprodurla ma non possono crearla.

Xavier’s school – Scott intanto non riesce a trovare pace, la trova ad Alkali Lake. Tutti alla scuola percepiscono che qualcosa è accaduto, Xavier manda Tempesta e Wolverine sul luogo dove trovano una rediviva Jean priva di conoscenza.
Portata alla scuola rimane sotto osservazione, il professore spiega a Wolverine che Jean è l’unico mutante che ha incontrato di classe 5, il suo potenziale è praticamente illimitato. Essendo la sua mutazione situata nella parte inconscia della sua mente, per proteggerla fin da quando era piccola, Xavier ha creato delle barriere psichiche per isolare i suoi poteri dalla sua coscienza. In questo modo Jean ha sviluppato una doppia personalità: la Jean consapevole, i cui poteri sono sempre sotto controllo; e il lato silente, che lei stessa chiama la Fenice, una creatura di puro istinto, di desiderio, di gioia, di rabbia. Rimane il dubbio se Jean sia consapevole di questa dualità.

Warren detto Angelo (Ben Foster) è il bambino che possiede le ali, è diventato grande e viene convinto dal padre, che è il fondatore della casa farmaceutica, a sottoporsi alla cura. Ma per quanto voglia bene al padre non ce la fa e vola via.

Mystica per proteggere Magneto viene colpita da una freccia contenente la cura e nonostante il suo sacrificio, Magneto la abbandona a se stessa.

Jean si riprende ma non è più la stessa, migra dall’una all’altra delle sue personalità, lascia la scuola. Il professor Xavier la trova a casa dei suoi genitori, sa quanto Jean può essere distruttiva per se stessa e per gli altri. Vi giunge anche Magneto che l’ha individuata attraverso Callisto, ed è determinato a reclutarla nella sua Confraternita. Impedisce a Xavier di frenarla, vuole che lei sia come è, come la natura l’ha voluta, ma non si rende conto della portata di ciò che sta per accadere…

«Viviamo in tempi oscuri, in un mondo pieno di paura, rabbia, odio e intolleranza, ma in ogni tempo ci sono coloro che lottano contro tutto questo, il cui ideale è un mondo unito. Sembra essere il destino dei grandi uomini quello di non vedere mai il raggiungimento dei loro obiettivi»

 

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Commento: Diversi anni fa, un uomo avanti con gli anni mi disse che quando vi è troppo benessere solo una guerra può sistemare tutto, riportare un certo ordine alle cose. Come a dire che una volta perso tutto si ricomincia a ricostruire, in un circolo chiuso.
Un discorso, credo, retaggio di una cultura arcaica quando si mandavano al macello i soldati in una guerra corpo a corpo.
Questo, mi ha fatto venire in mente Magneto quando fermando con un cenno Cain Marko detto Fenomeno (Vinnie Jones) dice «Negli scacchi vanno avanti i pedoni». Un’espressione che indica quanto poco valore alla vita danno certuni.

“La loro diversità non è nulla di più di una patologia…”
È interessante in tempi come i nostri, in cui ci sono ancora persone che hanno questo convincimento verso chi esce dai loro schemi, capirne il significato.

La definizione del concetto di malattia o patologia implica la considerazione dei concetti di “normalità” e di salute; quest’ultima, per quanto riguarda gli esseri umani, ha una definizione classica reperibile nella Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Si può definire “malattia” l’opposto della salute: una alterazione dello stato fisiologico di un organismo (comprensivo eventualmente di quello psicologico) capace di ridurre o modificare negativamente le funzionalità normali, unita al complesso delle reazioni fisiologiche che derivano dallo stato patologico. Nella definizione di malattia è fondamentale il principio della transitorietà: ogni patologia ha un termine che può essere rappresentato dalla guarigione dell’organismo, dall’adattamento dello stesso ad una diversa fisiologia (o ad una diversa condizione di vita) o dalla morte. (wikipedia)

Il termine malattia indica lo stato di sofferenza di un organismo, o di sue parti, prodotto da una causa che lo danneggia, e il complesso dei fenomeni reattivi che ne derivano. (Universo del Corpo (2000), Treccani)

Tutto ciò chiarisce perchè Tempesta insista a dire che non c’è niente da curare, che non c’è niente di malato nella loro diversità. L’unica sofferenza è quella procurata proprio da chi li discrimina.

“Vivi e lascia vivere” dovrebbe essere più che mai l’imperativo di oggi. Oggi sei qui, e domani non ci sei più, ma il mondo va avanti comunque. È pure il titolo di una canzone cantata da Ghost che dice:

Siamo tutti di passaggio
su un pianeta tondo chiamato Mondo
e qui dobbiamo vivere
senza far del male, senza odiare,
senza far la guerra e soffocare
l’idea di ogni essere è personale.

È un vecchio modo di dire che invita al rispetto dei diritti e della libertà di ognuno. La frase “siamo tutti di passaggio” può dare un certo sconforto se la nostra vita è stata insignificante, ma non è mai troppo tardi per cominciare a darle il giusto valore, cambiando il punto di vista con cui si guarda alle cose. Fossilizzarsi sulle proprie certezze rifiutando il cambiamento equivale a non vivere.

All’inizio del film Xavier presenta il caso di un uomo privo di funzioni cerebrali di livello superiore, i cui organi e sistema nervoso funzionano, ma di cui lui non ne ha coscienza.
Pone l’interrogativo sui confini etici, nel caso si volesse trasferire la coscienza di una persona con il corpo malato destinato a morire, in questo corpo sano ma privo di coscienza.
A parte che è difficile immaginare una cosa simile visto che la coscienza non è qualcosa di palpabile e trasferibile, come può essere un organo del corpo. Ma si vedrà poi che si riallaccia a un tema importante: la trasmigrazione dell’anima, concetto che si riscontra nelle culture e religioni orientali.
Il confine etico è quella linea invisibile, quelle regole non scritte, quel buon senso che dovrebbe indicarci quanto ciò che si fà o avviene sia lecito.

Un film a mio avviso che non si discosta molto dagli altri, pur essendo cambiato il regista, tranne che per qualche accento ironico, a volte un po’ umoristico, a volte anche un po’ spaccone che alleggeriscono il film dai temi assai importanti. Si raccomanda di attendere la fine dei titoli di coda.

@zzileda

Curiosità: rispetto ai precedenti capitoli, questo film presenta numerose citazioni per i fan del fumetto originale: il personaggio di Uomo Ghiaccio assume l’aspetto del fumetto; il Fenomeno urla, in lingua originale, «Don’t you know who I am? I’m the Juggernaut, bitch» come in una famosa parodia del cartone animato Insuperabili X-Men; Wolverine e Colosso eseguono la Fastball; Jean Grey chiede a Ciclope «Voglio vedere i tuoi occhi», frase ricorrente nei fumetti.
Nell’edizione in DVD sono presenti, oltre alle scene eliminate, anche due diversi finali alternativi.

Camei
Il co-creatore del fumetto Stan Lee e lo sceneggiatore del fumetto Chris Claremont appariono brevemente all’inizio del film;
L’attore R. Lee Ermey è il sergente che dà le direttive nell’attacco a Magneto.

 

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Titolo originale: X-Men: The Last Stand
Regia: Brett Ratner
USA, 2006
Genere: azione, fantascienza, supereroi
Cast: Patrick Stewart, Hugh Jackman, Ian McKellen, James Marsden,Halle Berry,
Famke Janssen, Anna Paquin, Rebecca Romijn, Kelsey Grammer, Ellen Page,
Shawn Ashmore, Aaron Stanford,  Daniel Cudmore, Ben Foster, Josef Sommer,
Michael Murphy, Dania Ramirez, Cameron Bright
Sceneggiatura: Zak Penn, Simon Kinberg
Fotografia: Dante Spinotti
Musiche: John Powell
Produzione: 20th Century Fox, Marvel Studios, Donners’ Company, Dune Entertainment, Ingenious Film Partners
Distribuzione: 20th Century Fox